Negli anni 30, cuba vive un momento di grande effervescenza musicale, la presenza statunitense sull'isola portò nuovi generi musicali quali Blues, Boogie Woogie, Rock'n roll, Fox, Swing e Jazz assieme a nuove e sontuose orchestre quali erano le jazz-band del tempo.
In questo periodo germoglia un nuovo genere musicale, quello del Mambo che negli anni successivi si svilupperà in Messico per opera di quell'artista considerato il padre del Mambo, cioè Damaso Perez prado.
Il Mambo nasce dall'evoluzione del Danzon. Nel 1938, infatti, il pianista Oreste Lopez membro dell'orchestra "Arcano y Maravillas" registrò un brano, ai quei tempi ritenuto rivoluzionario, dove aggiunse alle due parti tipiche del danzon una terza più movimentata che definì col termine mambo.
Quel tipo di danzon prese il nome di danzon mambo.
Nello stesso periodo l'importante sonero Arsenio Rodriguez, sviluppava un figura ritmica innovativa per quei tempi a cui diede il nome di diablo.
Nel 1940 proveniente da Matanzas arrivò a La Havana un tale Damaso Perez Prado di professione pianista e compositore. Prado nella capitale trovò lavoro presso una jazz band che si esibiva nei club frequentati dai turisti americani. Vi rimase per 8 anni dopo i quali decise di cercar fortuna in Messico, portando con se le esperienze maturate in ambito jazzistico ma soprattutto i citati Danzon mambo e el Diablo.
In Messico ebbe la possibilità di elaborare questi due generi fondendoli insieme, valorizzando le sezioni dei fiati e delle percussioni per produrre un nuovo sound che sprizzava una incontenibile energia.
Nel 1951 compose un brano dal titolo "Que rico el mambo" che diventerà un successo e darà ispirazione per altri storici brani quali "Mambo n°5" o "Papa loves mambo".
Sebbene le origini del mambo fossero cubane, le sue fortune le troverà principalmente negli Stati Uniti dove per questa musica venne creato anche l'omonimo ballo, ricco di coreografie e passaggi spettacolari.
Forse proprio per questo motivo, la mancanza di quella spontaneità tipica del ballo da strada, il mambo non fece mai presa sul ceto medio cubano. Fù presente nei cabaret e nei circoli frequentati dagli americani e rimase li confinato fino alla rivoluzione castrista, quando gli americani in fuga dall'isola se lo portarono appresso.
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