La salsa romantica
Il tema romantico nella salsa è già presente in brani della fine anni 60 e degli anni 70, sebbene sia consuetudine datare la salsa romantica come filone musicale degli anni 80.
Si possono citare Richie Ray y Bobby Cruz con “Se que te vas” (’66) , Cheo Feliciano con "Salomè" (’73) Ruben Blades con “Paula C” (’78) o Willie Colon “Sin Poterte hablar” (’79) ma sono molti altri gli artisti che fatto incursioni nel territorio musicale riservato al bolero/balada.
Nel 1983, dopo lo strepitoso boom della Fania, il movimento salsero New Yorkese è leggermente agonizzante, in termini musicali ed economici vive è un momento fiacco. La salsa che si ascoltava cominciava ad essere ripetitiva, molte band si scioglievano, e altrettanti artisti cambiarono genere in favore del latin jazz. La bandiera della salsa era tenuta alta da gruppi latino americani, venezuelani e portoricani sopra tutti.
In questo contesto Louie Ramirez partorisce un progetto curioso dal titolo “Noche Caliente”. L’idea di base di Ramirez era semplice, ri-arrangiare in maniera ballabile brani di balada.
Il prodotto ottiene un buon successo sia negli Stati Uniti che a Portorico, portando alla ribalta artisti quali Eddie Santiago, Frankie Ruiz, Tommy Olivencia, Gilberto Santarosa e dando nuova vita al genere salsa. Alcuni delle vecchie glorie salsere quali Willie Rosario, Bobby Valentín, Lalo Rodríguez (famoso è il suo brano "Ven, devórame otra vez") si convertirono a questo nuovo filone, altri invece lo rifiutarono appellandolo col termine dispregiativo di Salsa Monga (monga ha il significato di flacida).
La salsa erotica.
Come per il romanticismo anche l’erotismo nella salsa era già presente in brani antecedenti gli anni 80, ma mentre prima era un messaggio subliminale in questo periodo i riferimenti all’accoppiamento, alla perdita di verginità e al sesso in generale diventano espliciti.
La prima canzone esplicita risale al 1982 per opra di Roberto Lugo che nel bolero “Mas amor” canta:
Acércate... no llores más, que no es pecado lo que vas a hacer.
Acércate... te voy a amar... y convertirte en mujer.
Acuéstate... desnúdate…un segundo de dolor convertido en el placer. |
Avvicinati... non piangere, quello che faremo non è peccato.
Avvicinati... ti voglio amare... e farti diventare donna
Avvicinati... svestiti... un secondo di dolore diventerà piacere. |
Da quel momento questi nuovi “argomenti” vengoni trasportati anche nella salsa, in maniera più o meno sublime, diventando una consuetudine nelle canzoni romantiche dei principali artisti. Brani come “Que locura enamorarme de ti” di Eddie Santiago, “Desnudate mujer” di Frankie Ruiz, “Ven Devorame otra vez” di Lalo Rodriguez vendono milioni di copie.
Le case discografiche fiutando l’affare impongono ai loro artisti di adeguarsi, le radio trsmettono solo questo genere e personaggi del calibro di Palmieri, Pacheco, Ismael Miranda, Rubén Blades o Willie Rosario (inventore del termine Salsa Monga), che hanno sempre rifiutato di seguire questa tendenza, si trovano in una situazione sgradevole: continuare con la salsa vecchio stile autoprodotta e difficilmente vendibile o cambiare genere come fece Palmieri dedicandosi al latin jazz.
Il risultato di questa speculazione, atta a far denaro più velocemente possibile, portò a due risultati Da una parte si cominciò a privilegiare l’immagine dell’artista, quindi cantanti piacenti che ben si sposavano col contenuto delle canzoni, a dispetto del talento musicale degli stessi e dall’altra un appiattimento generale, in termini musicali, della qualità delle composizioni e degli arrangiamenti.
Molti degli artisti più in voga al giorno d’oggi si sono affermati in quegli anni grazie alla salsa romantica, Marc Anthony, Victor Manuelle, Tito Nieves per citarne alcuni.
Ma mentre a questi "mostri sacri", grazie al loro potere catalizzatore di pubblico, è consentita una certa libertà dalle multinazionali discografiche ce ne sono molti di più, anche più talentuosi, ai quali non è permesso di ricercare l’innovazione, limitati come sono dalla logica di mercato…. Ciò che vende va imitato. |