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Il Son
Fania Records

Bio:Trio matamoros
Bio: Sexteto habanero
Bio: Septeto nacional

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Il Son
Il Danzon

 

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La salsa

Per comprendere l’origine della salsa è necessario fare qualche passo indietro nel tempo e calarsi nel momento storico-culturale della Cuba del XVIII secolo. 

Tra il 1500 e il 1700 l’isola di Cuba visse la dominazione spagnola, gli indios del luogo detti Tainos vennero presto sterminati dai conquistadores e l’isola divenne sede del principale deposito e mercato di schiavi.

In questo periodo, la popolazione africana rappresenta circa il 50% degli abitanti dell’isola mentre il restante è costituito da ricchi notabili, commercianti e missionari in maggior parte spagnoli ma anche avventurieri inglesi e francesi in cerca di nuove ricchezze. C'è da notare che sebbene ridotti in schiavitù la popolazione nera era considerata un bene prezioso, una fonte di ricchezza, un investimento e quindi godeva di qualche concessione da parte del governatore dell'isola. Era loro consentito riunirsi in comunità dette Cabildos e all'interno delle stesse organizzare momenti di divertimento e spirituali.

Queste diverse etnie assieme al proprio patrimonio culturale si portano appresso anche i propri balli e strumenti musicali e così sull’isola si cominciano a sentire le prime percussioni africane, le clave, i tambores bembe, bata e yuka che troviamo, sebbene modificati, anche nelle orchestre attuali.

 Verso la fine del 1700, si registra un aumento della componente inglese sull’isola (le colonie americane hanno appena ottenuto l’indipendenza e gli inglesi non sono certo i benvenuti nelle lore ex colonie) e con loro viene a diffondersi la contraddanza, un ballo da sala semplice ed allegro nel quale le coppie, a gruppi, eseguono alcune figurazioni  avvicinandosi, allontanandosi e disegnando evoluzioni geometriche sul terreno.  

Agli albori del 1800 nella vicina isola di Haiti (allora sotto il controllo francese), sull’onda dei principi di uguaglianza e libertà propagandati dalla rivoluzione francese, si verificò una cruenta insurrezione nei confronti dei coloni che dovettero fuggire in fretta e furia dall’isola. I più fortunati riuscirono ad imbarcarsi per New Orleans ma molti con imbarcazioni di fortuna naufragarono nelle vicine spiagge della parte orientale di Cuba e qui vi si stabilirono creando una cospicua comunità francese tanto che a Santiago i discendenti di quelle genti vengono ancora chiamati franceses. L’incalzare degli eventi fece si che approdassero molte delle danze che imperversavano nelle corti francesi quali la Contraddanza francese (variante di quella inglese), la Tumba (una sorta di quadriglia) e il Minuetto.

Fino a questo momento i negri ridotti in schiavitù continuarono a ballare seguendo gli stessi schemi adottati in Africa, mentre nelle città le danze europee erano confinate nei salotti dell'alta borghesia. Con l'abolizione della schiavitù, attorno al 1880, le culture africane ed europea cominciaro ad intrecciarsi. Le città si popolarono di ex schiavi e mulatti, i quali iniziarono ad emulare gli occidentali non solo nel ballo ma pure negli usi e nell’abbigliamento  cercando in questo modo di ottenere un riconoscimento e sfuggire al rango di subordine a cui erano relegati.

Questa mescolanza tra cultura africana ed occidentale portò a sviluppare nuovi modi di interpretare la danza e alla nascita di nuovi balli.  Tra questi spicca per importanza il Danzon.

Il Danzon si ispirava al walzer, che in quel periodo spopolava in Europa, prevedeva il ballo a coppia chiusa (fino ad allora si ballava tenendosi per mano) ma manteneva alcune delle caratteristiche dei balli che lo precedettero... il ballo in gruppo e le figurazioni (tipico della quadriglia e della contraddanza). Nonostante fosse osteggiato dalla nobiltà perché ritenuto immorale e “per negri” ottenne un crescente successo e si impose fino a diventare il ballo nazionale, dominio incontrastato che durò fino quasi agli anni venti, quando nacque il Son.

Alla fine del XIX secolo si conclude un evento storico che segnerà la storia dell’isola caraibica, la guerra ispano-americana, vinta dagli Stati uniti, che pose fine alle guerre di indipendenza cubana nei confronti dei dominatori spagnoli. Le mire imperialiste statunitensi non furono viste di buon occhio dalla popolazione cubana e cominciò a maturare una forte identità nazionale che si ripercosse anche sul modo di fare musica e sul ballo. L’introduzione di nuovi ritmi quali l’one step, il foxtrot, il charleston, lo swing e il jazz e qualsiasi cosa fosse di moda negli Stati Uniti consentirono ai musicisti cubani di ampliare le proprie conoscenze e ricevere nuovi stimoli ma allo stesso tempo maturò un certo patriottismo a difesa delle  tradizioni musicali isolane.

Da questa mezcla (fusione) di danze tradizionali e nuove sonorità americane, di movimenti tribali e gestualità eleganti ha origine il Son, detto anche son montuno, (e tutte le sue varianti son guajira, son guaracha, son bolero, son habanero, son changuì per citarne alcuni) radice dalla quale germoglieranno quasi tutti i ritmi caraibici quali salsa, mambo, chachacha.

Il son nasce sulle montagne (per questo montuno, cioè montanaro) orientali di Cuba, in origine veniva ballato nelle feste campesine ma con il passare del tempo dilaga anche nelle città, nei saloni da ballo fino ad essere insegnato e divulgato in alcune accademie. Si ballava a coppia chiusa con movimenti lenti e figurazioni che permettevano alla donna di mettere in mostra la propria sensualità con sinuosi movimenti di spalle e di bacino. Col tempo vennero poi introdotte nuove figure più “ardite” che consentivano ai ballerini di esibire la propria abilità.

Le orchestre fino ad allora formate da pochi elementi si arricchirono di nuovi strumenti su imitazione delle Big Band jazzistiche statunitensi. Oltre agli strumenti tradizionali quali clave, tumbadoras, tres vengono introdotti gli strumenti a fiato, trombe e tromboni, e il pianoforte.

L’introduzione di questi strumenti donerà alla musica una ricchezza di suoni che faranno la gioia dei ballerini consentendo loro di sfruttare tutti gli accenti musicali e di dare al loro ballo innumerevoli opportunità coreografiche.

Le più famose orchestre (El trio matamoros, El sexteto habanero o il septeto nacional per citarne alcune) gireranno tutta l’America Latina e gli Stati Uniti diffondendo la loro musica ed ispirando i compositori locali.

Con il trionfo della Rivoluzione Cubana nel 1959 e la comparsa del blocco economico Americano, la storia di questa musica prende due diverse strade:quello che successe fuori da Cuba e quello che successe dentro l’isola stessa.

In america una casa discografica la FANIA raduna sotto la propria etichetta molti musicisti latini con l’obbiettivo di promuovere la musica latino-americana.

Quindi non solo Son ma anche altri generi quali Cumbia o Merengue vennero venduti col nome di Salsa, in un ottica commerciale un nome facile da ricordare col quale battezzare diversi ritmi provenienti da tutta l’america latina.

Dentro Cuba, al contrario, si continuerà a chiamare questa musica col suo nome: Son  e solo ultimamente per chiaro opportunismo commerciale si è adottato il nome Salsa ormai conosciuto in ogni parte del mondo.